È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 19 settembre 2026 il Regolamento (UE) 2026/2108, che riforma il sistema doganale dell'Unione. Il Regolamento è entrato in vigore il 20 settembre 2026; il nuovo Codice doganale si applicherà in via generale dal 21 settembre 2027, data dalla quale avrà effetto l'abrogazione del Regolamento (UE) n. 952/2013.
I pilastri della riforma sono tre:
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l'Autorità doganale dell'Unione europea (EUCA), con sede a Lille, chiamata a coordinare l'analisi dei rischi a livello unionale e a promuovere una risposta uniforme alle minacce comuni alle frontiere; l'avvio dell'operatività è previsto nel 2027;
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il centro dati doganale dell'UE (EU Customs Data Hub), punto di accesso unico destinato a sostituire progressivamente i sistemi informatici nazionali: obbligatorio dal 1° luglio 2028 per le vendite a distanza e i soggetti IOSS, utilizzabile su base volontaria dal 1° marzo 2031 e obbligatorio per la generalità degli operatori dal 1° marzo 2034;
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un nuovo approccio all'affidabilità degli operatori, con l'introduzione dello status di «Trust and Check Trader», che consente lo svincolo delle merci senza attendere l'intervento attivo dell'ufficio, accanto a un AEO con criteri più stringenti.
Le autorità doganali nazionali acquisiscono inoltre maggiori poteri nell'applicazione delle normative non fiscali (sicurezza dei prodotti, ambiente, proprietà intellettuale), mentre per il commercio elettronico sono previste specifiche misure, tra cui una tassa di gestione a carico dell'importatore nelle vendite a distanza.
Per le imprese il profilo di maggiore rilievo riguarda la responsabilità per i dati trasmessi, che secondo le prime analisi si estende a chi fornisce informazioni di cui «sapeva o avrebbe ragionevolmente dovuto sapere» l'inesattezza, coinvolgendo anche piattaforme e operatori logistici. Il periodo transitorio è l'occasione per rivedere procedure doganali interne, deleghe e contratti con spedizionieri e rappresentanti, nonché i protocolli dei Modelli 231 relativi al contrabbando (art. 25-sexiesdecies d.lgs. 231/2001).
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